MONTE BIANCO EXPERIENCE

Wanderlust Vision apre il suo 2023 con una tappa dalle caratteristiche inedite, a 3466 metri di altitudine, in alta quota, confrontandosi con una realtà territoriale in cui il tempo e il rispetto di esso scandiscono ogni regola.

Il tempo è uno spazio in evoluzione, il risultato di una possibile relazione empatica tra gli esseri umani e l’ambiente. Viviamo in una società in cui le immagini scorrono molto velocemente e i pensieri sono guidati da ideali stereotipati. Ma siamo ancora responsabili del nostro tempo personale. Wanderlust Vision e Flowe vogliono stimolare una consapevolezza sui momenti attraverso una partnership di lunga durata fatta di azioni e test, con una profonda valorizzazione del tempo.

Passo dopo passo, ci proponiamo di coinvolgere la community a essere parte attiva del nostro viaggio attraverso le bellezze naturali.

Nella memoria, nell’attenzione, nella prospettiva: celebriamo il passato, ci prendiamo cura del presente, progettiamo il futuro.

Per la prima volta hanno partecipato alla Wanderlust Experience anche cinque ragazzi vincitori del concorso promosso da Flowe, che hanno potuto così immergersi nel dietro le quinte dell’evento, vivendo tutte le attività preparate dal team.


Le due giornate hanno analizzato la tematica del tempo: che valore ha nelle nostre giornate? Come possiamo riflettere sulla sua importanza?


Il cuore dell’evento si colloca a Punta Helbronner, 3466 metri, il punto più alto d’Italia raggiungibile tramite le funivie di Skyway. Un luogo estremamente affascinante che richiede attenzione e cura, uno spazio che permette di riflettere sulla bellezza della montagna, comprendendo il suo valore storico e profondamente interconnesso con l’uomo e il pianeta. 

L’impianto Skyway Monte Bianco per come lo conosciamo oggi viene inaugurato nel 2015 e comprende tre stazioni: Courmayeur/The Valley (1.300 m), Pavillon/The Mountain (2.173 m) e Punta Helbronner/The Sky (3.466 m).


La struttura attuale ha dietro di sé una storia che comincia negli anni ‘30 grazie alla visione del Conte Dino Lora Totino, proveniente da una famiglia di industriali della lana del biellese. Appassionato di montagna comincia a percorrere i sentieri della Valle D’Aosta in alta quota e immagina di creare un collegamento internazionale tra Italia e Francia con una funicolare tra Courmayeur e Chamonix.



Nel 1940 viene approvato il progetto e l’anno successivo cominciano i lavori per la prima sezione dell’impianto che dovrà bruscamente interrompersi con la guerra pochi anni dopo, per poi riprendere e arrivare all’inaugurazione nel 1947. Successivamente partono i lavori per il secondo e terzo tratto, quest’ultimo prevedeva una funicolare chiamata dagli addetti ai lavori “Piccola” perchè poteva accogliere otto persone al massimo. 

Nel 1954 viene completato il sogno di Dino Lora Totino, si crea la connessione internazionale Italia-Francia tra Punta Helbronner e Aiguille du Midi


Per oltre 60 anni questi impianti hanno trasportato milioni di persone, nel marzo 2011 si avviano i lavori di rinnovamento di tutte le strutture per creare l’impianto attualmente in funzione: Skyway Monte Bianco apre al pubblico il 30 maggio 2015.



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Dal diario di bordo Wanderlust Vision 

GIORNO UNO - 30 gennaio 2023


Alle ore 14:00 il gruppo di ospiti della Wanderlust Experience arriva a Courmayeur e inizia la sua salita con gli impianti per raggiungere la stazione più alta del Monte Bianco dove potranno immergersi nel djset di Klaus.


Un passo indietro, alle ore 8:00 della stessa mattina il team di Wanderlust Vision e la produzione The Hills ha preso gli impianti per salire a Punta Helbronner e montare tutta l’attrezzatura video in alta quota dopo che era stata trasportata tramite funicolare il giorno prima.



Nota Bene, il meteo in montagna è estremamente variabile e bisogna per forza farci i conti. Il cielo è perfettamente limpido e azzurro, c’è il sole, ma il vento ha una velocità oraria che non permette una sicura stabilità dei macchinari di ripresa.

Temperatura: -9.0°C Temperatura percepita al vento: -17.3°C


Klaus, dopo qualche vicissitudine dovuta alle raffiche di vento (fino a 80km/h), porta a termine l’intero djset con la squadra di videomaker e macchinisti che lavora a mano libera per gestire i forti spostamenti di vento e il freddo. La telecamera termica fissa su Klaus rileva il forte vento e la temperatura.



Mentre è in corso la seconda parte del djset il gruppo di ospiti viene accompagnato all’interno della stazione Punta Helbronner per visitare l’esposizione dei cristalli del Monte Bianco raccolti dai “cristalliers”, i cercatori di cristalli, grandi appassionati di minerali che nel corso degli anni hanno scalato e percorso i sentieri delle montagne permettendo di ammirare pezzi unici e irripetibili.

Fu infatti proprio la ricerca dei cristalli a spingere Jacques Balmat e Michel Gabriel Paccard, ai quali si deve la prima ascensione del Monte Bianco, ad individuare la strada corretta per raggiungere la vetta. L’8 agosto 1786, infatti, in occasione di una perlustrazione per la ricerca di cristalli, i due esploratori individuarono la via per raggiungere la cima. Attualmente al fine di tutelare il patrimonio ambientale delle nostre montagne, è vietato cercare e raccogliere cristalli sul versante italiano del Monte Bianco.

I cristalli presenti nella esposizione sono stati raccolti prima di tale divieto e rappresentano la memoria e la testimonianza dell’equilibrio fragile e fondamentale del nostro ecosistema. 



Dal diario di bordo Wanderlust Vision 

GIORNO DUE - 31 gennaio 2023

Alle ore 9:00 il gruppo di ospiti esce per intraprendere una gita di hiking in Val Ferret guidata da Michele Freppaz, nivologo e professore di Pedologia presso l’Università di Torino, che ha accompagnato gli ospiti in un viaggio all’interno del mondo della neve e dei suoi fiocchi, approfondendo il significato di montagna, sia da un punto di vista di ecosistema da salvaguardare che da quello più filosofico e umano di uno spazio contemplativo e rigenerante.

“I cristalli della neve sono come lettere dal cielo, cambiano ogni giorno attraverso i metamorfismi. La montagna è sensibile ad ogni cambiamento.” - M. Freppaz



Alle ore 15:00, dopo aver pranzato con tutta la squadra, gli ospiti partecipano ad un Workshop incentrato sulla cartotecnica e sulle diverse tecniche di lavorazione come serigrafia, cianotipia e tipografia. Il laboratorio è guidato da Corrado Musmeci di Fontegrafica, azienda leader nel settore delle arti grafiche che guiderà i ragazzi a lavorare sullo sketchbook di Wanderlust Vision utilizzandolo come base per creare un proprio quaderno personale contenente le proprie prove di stampa e lavorazioni con carte grafiche speciali prese dai fondi di magazzino.

Sperimentare, sporcandosi le mani, creando uno strumento che ha il fine di durare nel tempo, diventando un elemento di memoria per le esperienze fatte e per i progetti futuri. 


“Ogni carta e tecnica di stampa è in grado di diventare narrativa e amplificare un racconto.” - C. Musmeci

Ore 16:30, il bikepacker Omar Martinello, conosciuto come Omero per la correlazione con il viaggiatore protagonista di Iliade e Odissea, ha guidato i ragazzi in un apparentemente semplice gioco che li facesse riflettere su quanto alcune date e avvenimenti storici ci sembrino distanti o molto vicini in base alla nostra percezione di essi e alla comunicazione che si fa su di loro. La nascita della terra, la formazione delle prime montagne, le guerre, le grandi scoperte, sono in realtà tutte date estremamente vicine e connesse con il nostro stare nel mondo. Se non ci prendiamo cura del nostro pianeta, riconnettendoci ad esso, rischiamo di perdere tempo e valore prezioso.

A chiusura di questa due giorni Guido Cencini, Forestry Strategist di zeroCO2, ha concluso con un intervento personale sull’ambiente e sull’importanza di una consapevolezza personale a riguardo, incoraggiando le potenzialità attive di ogni persona. 

Grazie a zeroCO2 sono state calcolate tutte le emissioni relative all’evento e alle sue attività collaterali per permettere una corretta compensazione e garantire un impatto neutrale. Inoltre Flowe ha deciso di supportare il progetto “Save the Glacier” di Skyway, piantando un ciliegio ai piedi del Monte Bianco per ogni ospite presente all’evento.

Confrontarsi con la grandezza delle montagne e con la piccolezza dei cristalli ci fa comprendere quanto ogni elemento naturale che ci circonda sia unito da un filo sottile che percorre milioni e milioni di anni continuando costantemente a condizionare l’oggi e il futuro. Ogni scelta che prendiamo ha un reale impatto.